Affidamento condiviso e mantenimento figli: Art. 337-ter
Valutazione prioritaria dell'affidamento a entrambi i genitori, 5 criteri per l'assegno di mantenimento e decisioni di maggiore interesse di comune accordo.
Testo ufficiale
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Art. 337-ter Codice Civile — Italia
Provvedimenti riguardo ai figli Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, nei procedimenti di cui all'articolo 337-bis, il giudice adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all'interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori, in particolare qualora raggiunti all'esito di un percorso di mediazione familiare. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole, ivi compreso, in caso di temporanea impossibilità di affidare il minore ad uno dei genitori, l'affidamento familiare. All'attuazione dei provvedimenti relativi all'affidamento della prole provvede il giudice del merito e, nel caso di affidamento familiare, anche d'ufficio o su richiesta del pubblico ministero. PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 149, COME MODIFICATO DALLA L. 29 DICEMBRE 2022, N. 197 . (321)(322) La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente. Qualora il genitore non si attenga alle condizioni dettate, il giudice valuterà detto comportamento anche al fine della modifica delle modalità di affidamento. Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando: 1) le attuali esigenze del figlio. 2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori. 3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore. 4) le risorse economiche di entrambi i genitori. 5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore. L'assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice. Ove le informazioni di carattere economico fornite dai genitori non risultino sufficientemente documentate, il giudice dispone un accertamento della polizia tributaria sui redditi e sui beni oggetto della contestazione, anche se intestati a soggetti diversi. -------------- AGGIORNAMENTO (321) Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 ha disposto (con l'art. 35, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 30 giugno 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. Ai procedimenti pendenti alla data del 30 giugno 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti". -------------- AGGIORNAMENTO (322) Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 , come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197 , ha disposto (con l'art. 35, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 28 febbraio 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. Ai procedimenti pendenti alla data del 28 febbraio 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti".
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
(normattiva.it),
riprodotto con licenza
CC BY 4.0.
L'articolo 337-ter è il perno di tutto ciò che riguarda i figli quando i genitori si separano o smettono di convivere. Parte dal figlio, non dai genitori: il minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi, e di conservare rapporti significativi con i nonni e con i parenti di ciascun ramo. Per realizzare questa finalità il giudice decide con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale della prole, valuta prioritariamente l'affidamento a entrambi i genitori, determina i tempi e le modalità della presenza presso ciascuno e fissa la misura e il modo del contributo di ciascuno.
Un passaggio spesso trascurato: il giudice prende atto degli accordi intervenuti tra i genitori se non contrari all'interesse dei figli, e il testo cita espressamente quelli raggiunti all'esito di un percorso di mediazione familiare. In altre parole, l'accordo dei genitori è la via che la norma stessa privilegia. Sul piano della responsabilità genitoriale l'articolo distingue: le decisioni di maggiore interesse - istruzione, educazione, salute e scelta della residenza abituale - si assumono di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni e delle aspirazioni dei figli, e in caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice; per la sola ordinaria amministrazione il giudice può disporre un esercizio separato.
Sul mantenimento la regola è la proporzionalità al reddito di ciascuno, salvo accordi diversi liberamente sottoscritti. Se serve un assegno periodico, il testo elenca cinque criteri: le attuali esigenze del figlio, il tenore di vita goduto in costanza di convivenza, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi e la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascuno. L'assegno si adegua automaticamente agli indici ISTAT in mancanza di altro parametro, e se le informazioni economiche non sono sufficientemente documentate il giudice può disporre un accertamento della polizia tributaria. Quanto spetti in concreto dipende interamente da questi numeri e va valutato con un avvocato.
Quando si applica
Due genitori che si separano devono definire il calendario di permanenza dei figli, incluse le vacanze e le festività.
I genitori non concordano sulla scuola da scegliere o sul percorso di studi.
Uno dei due vuole trasferirsi in un'altra città portando con sé il figlio.
C'è disaccordo su una terapia, un intervento o una scelta sanitaria per il minore.
Cambiano il reddito di un genitore o i tempi effettivi di permanenza e si discute di rivedere l'assegno.
I nonni di un ramo vengono di fatto esclusi dalla vita del nipote.
Cosa questo articolo non dice
×Non contiene tabelle o percentuali di mantenimento: elenca cinque criteri di valutazione, non importi. Chi cerca "quanto spetta" non lo troverà in questo articolo.
×Non stabilisce che affidamento condiviso significhi tempi paritari: il testo parla di tempi e modalità determinati caso per caso, non di una divisione a metà.
×Non riguarda l'assegno all'altro coniuge o ex partner: qui si parla soltanto del contributo per i figli.
×Non disciplina l'affidamento a un solo genitore né la revisione dei provvedimenti, che sono rispettivamente gli artt. 337-quater e 337-quinquies.
×Non regola l'assegnazione della casa familiare, che è l'art. 337-sexies.
Casi di esempio
Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.
Esempio illustrativo
Due genitori che si separano concordano l'affidamento condiviso ma non riescono a definire il calendario: uno propone settimane alternate, l'altro sostiene che i bambini abbiano bisogno di una base stabile. Le vacanze e le festività non sono state neppure affrontate.
Come si applica la norma
Affidamento condiviso non significa tempi paritari: il testo parla di tempi e modalità determinati caso per caso, con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale della prole. Il fatto che decide è l'organizzazione concreta della vita dei figli — scuola, attività, distanze, orari di lavoro dei genitori — e non un principio astratto di simmetria. La norma privilegia espressamente gli accordi tra i genitori, compresi quelli raggiunti in mediazione familiare.
Come si sono accordate le parti
I genitori firmano un calendario annuale con tempi ordinari, festività alternate e due settimane continuative estive per ciascuno, con revisione a settembre di ogni anno.
Esempio illustrativo
I genitori separati non riescono a decidere la scuola superiore del figlio: uno preferisce un istituto tecnico vicino a casa, l'altro un liceo in centro. Il ragazzo ha espresso una preferenza chiara.
Come si applica la norma
Le decisioni di maggiore interesse — istruzione, educazione, salute e residenza abituale — si assumono di comune accordo, tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni e delle aspirazioni dei figli; in caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Il fatto che il testo mette al centro è proprio l'inclinazione del ragazzo, che entra nella valutazione e non è un dettaglio.
Come si sono accordate le parti
I genitori concordano di seguire la preferenza del figlio, dividendo a metà i costi di trasporto e materiali, e di riesaminare la scelta insieme al termine del primo anno se emergessero difficoltà.
Esempio illustrativo
Uno dei due genitori cambia lavoro e vede il proprio reddito ridursi in modo consistente; nel frattempo i tempi effettivi di permanenza dei figli si sono spostati. Chiede di rivedere l'assegno e l'altro si oppone.
Come si applica la norma
Il mantenimento segue la proporzionalità al reddito di ciascuno e il testo elenca cinque criteri: esigenze attuali del figlio, tenore di vita goduto durante la convivenza, tempi di permanenza presso ciascun genitore, risorse economiche di entrambi e valenza economica dei compiti di cura assunti. Il fatto che regge una revisione è la variazione documentata di uno di questi elementi, non l'impressione che l'importo sia diventato ingiusto.
Come si sono accordate le parti
I genitori aggiornano l'assegno sulla base delle nuove dichiarazioni dei redditi e del calendario effettivo, prevedendo il conteggio separato delle spese straordinarie con preventivo condiviso sopra una soglia stabilita.
Lo stesso problema altrove
Gli altri ordinamenti di questa raccolta rispondono allo stesso problema quotidiano con norme proprie.
Il confronto e queste sintesi sono in inglese.
Separated parents who cannot agree where the children live: what the law says in six jurisdictions
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
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