Art. 880 Codice Civile

Muro divisorio: comune fino alla sommità (Art. 880)

Art. 880: il muro divisorio tra edifici è comune fino alla sommità (o al punto più alto se altezze diverse). Vale anche per cortili, giardini, orti e recinti.

Testo ufficiale Art. 880 Codice Civile — Italia

Il muro che serve di divisione tra edifici si presume comune fino alla sua sommità e, in caso di altezze ineguali, fino al punto in cui uno degli edifici comincia ad essere più alto. Si presume parimenti comune il muro che serve di divisione tra cortili, giardini e orti o tra recinti nei campi.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo non stabilisce di chi è il muro: stabilisce da cosa si parte in mancanza di prova. Il muro che divide due edifici si presume comune fino alla sua sommità; se i due edifici hanno altezze diverse, la presunzione arriva fino al punto in cui uno dei due comincia a essere più alto. La porzione superiore, quella che serve solo all'edificio più alto, resta fuori dalla presunzione. La stessa presunzione vale per il muro che separa cortili, giardini, orti o recinti nei campi.

La conseguenza pratica riguarda quasi sempre i soldi. Se il muro è comune, le riparazioni e le ricostruzioni si ripartiscono tra i comproprietari secondo l'art. 882; se invece è di proprietà esclusiva di uno, l'altro non deve contribuire e non può appoggiarvi nulla senza acquistare la comunione. La presunzione decide chi ha l'onere di dimostrare il contrario: chi sostiene che il muro è solo suo deve provarlo, con un titolo di acquisto o con i segni di proprietà esclusiva elencati dall'art. 881.

È una presunzione semplice, quindi cede davanti alla prova contraria: un atto notarile, una convenzione tra i proprietari, la conformazione del manufatto. Quando gli atti di acquisto tacciono e i segni sono ambigui — il caso più frequente nelle case di paese e nei muri di confine antichi — la questione diventa tecnica e di fatto, da affrontare con un geometra e un legale.

Quando si applica

  • Il muro tra le due case va reintonacato o rifatto e nessuno dei due proprietari vuole pagare.
  • Un vicino vuole appoggiare al muro divisorio una tettoia, una legnaia o un pergolato.
  • Il muretto tra i due giardini crolla dopo un temporale e si discute a chi tocca la spesa.
  • Uno dei due vuole sopraelevare il muro comune per guadagnare privacy.
  • Si comprano casa e negli atti non è scritto nulla sul muro che confina con il vicino.

Cosa questo articolo non dice

  • Non stabilisce dove passa il confine tra i due fondi. Se la lite è sulla linea di confine, l'azione è quella di regolamento di confini dell'art. 950, che è cosa diversa dalla proprietà del muro.
  • Non vale se ci sono i segni di proprietà esclusiva dell'art. 881 o un titolo contrario: la presunzione è superabile, non è una regola di proprietà.
  • Non autorizza da sola a costruire sul muro o ad appoggiarvisi. Anche quando il muro è comune, l'uso va esercitato nei limiti degli artt. 874-877 e 1102, senza impedire al comproprietario un uso pari.
  • Non riguarda i muri maestri di un condominio: quelli sono parti comuni dell'edificio secondo l'art. 1117, con regole di spesa proprie.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Il muro che separa due case a schiera si sta ammalorando e va rifatto. Nessuno dei due atti di acquisto dice nulla sul muro. Ciascuno sostiene che sia dell'altro e nessuno vuole pagare.

Come si applica la norma

L'articolo non stabilisce di chi è il muro: stabilisce da cosa si parte in mancanza di prova, cioè dalla presunzione di comunione fino alla sommità, e in caso di altezze diverse fino al punto in cui uno degli edifici comincia a essere più alto. Il fatto che decide è quindi chi riesce a superare la presunzione: chi sostiene che il muro sia solo suo deve provarlo, con un titolo o con i segni di proprietà esclusiva che il codice elenca.

Come si sono accordate le parti

I proprietari concordano di considerare comune il muro fino alla quota della casa più bassa e di ripartire a metà la spesa di rifacimento fino a quella quota, lasciando la porzione superiore a chi la sfrutta.

Esempio illustrativo

Uno dei due vicini vuole appoggiare al muro divisorio una legnaia con tettoia. L'altro si oppone dicendo che il muro è suo e che nessuno può toccarlo.

Come si applica la norma

La presunzione riguarda anche i muri che dividono cortili, giardini, orti e recinti, ma è una presunzione semplice e cede davanti alla prova contraria: un atto, una convenzione, la conformazione del manufatto. Il fatto che decide se si possa appoggiare qualcosa è dunque la titolarità del muro, e in caso di comunione restano comunque i limiti sull'uso della cosa comune.

Come si sono accordate le parti

Le parti fanno verificare i segni e gli atti da un geometra scelto insieme e concordano l'appoggio della sola tettoia, con ancoraggi reversibili, obbligo di ripristino alla rimozione e nessuna spesa a carico dell'altro.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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