Art. 1495 Codice Civile

Art. 1495 Codice Civile - Vizi della cosa venduta: 8 giorni e 1 anno

L'art. 1495 c.c. impone di denunciare i vizi entro otto giorni dalla scoperta e prevede la prescrizione dell'azione in un anno dalla consegna.

Testo ufficiale Art. 1495 Codice Civile — Italia

Il compratore decade dal diritto alla garanzia, se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge. La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del vizio o l'ha occultato. L'azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il compratore, che sia convenuto per l'esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell'anno dalla consegna.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 1495 contiene due termini diversi che vengono spesso confusi. Il primo è di decadenza: il compratore perde il diritto alla garanzia se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo un termine diverso stabilito dalle parti o dalla legge. Gli otto giorni non decorrono dalla consegna né dall'acquisto, ma dal momento in cui il vizio è stato scoperto: per un difetto occulto può essere anche molto tempo dopo. Il secondo è di prescrizione: l'azione si prescrive in ogni caso in un anno dalla consegna. È un limite esterno che opera indipendentemente da quando il vizio è emerso.

Il secondo comma prevede due casi in cui la denunzia non serve: se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del vizio o se l'ha occultato. Ha un peso pratico notevole, perché un riconoscimento scritto - anche una risposta interlocutoria in cui il venditore ammette il problema - cambia la posizione del compratore.

L'ultima parte protegge il compratore che non ha ancora pagato. Anche decorso l'anno, chi sia convenuto per l'esecuzione del contratto - tipicamente per farsi pagare il prezzo - può sempre far valere la garanzia in via di eccezione, purché il vizio sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima che sia decorso l'anno dalla consegna. Quando esattamente un vizio possa dirsi "scoperto" è spesso il punto più controverso della lite, e dipende da cosa il compratore poteva riconoscere e quando: è una questione di fatto da impostare per tempo con un avvocato, perché i termini corrono in fretta.

Quando si applica

  • Auto usata comprata da un privato che manifesta un guasto poco dopo l'acquisto
  • Immobile in cui compaiono infiltrazioni o umidità dopo il rogito
  • Macchinario o attrezzatura acquistata da un'impresa che non funziona come dovrebbe
  • Merce consegnata con un difetto che si nota solo al momento dell'uso
  • Venditore che per iscritto ammette il problema e poi cambia posizione

Cosa questo articolo non dice

  • Non si applica agli acquisti del consumatore da un venditore professionale. In quel caso valgono i termini più lunghi del Codice del consumo, che seguono una logica diversa da questa.
  • Gli otto giorni non partono dalla consegna. Decorrono dalla scoperta del vizio: è l'errore più comune, e porta a rinunciare per tempo a diritti ancora esercitabili, o al contrario a credersi in tempo quando l'anno dalla consegna è già passato.
  • Non riguarda la consegna di una cosa completamente diversa da quella pattuita, né la mancanza delle qualità promesse, che ha il suo regime nell'art. 1497.
  • Non vale per l'appalto. Le difformità e i vizi dell'opera hanno termini e regole propri negli articoli 1667 e 1669.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un macchinario usato viene acquistato in primavera e messo in funzione solo a settembre, quando riparte la produzione. Al primo avvio emerge un difetto interno. L'acquirente lo segnala per iscritto tre giorni dopo, ma il venditore risponde che è passato troppo tempo dalla vendita.

Come si applica la norma

I due termini vanno tenuti distinti. Gli otto giorni per denunciare decorrono dalla scoperta, non dalla consegna, e per un difetto occulto la scoperta può arrivare molto dopo. L'anno di prescrizione decorre invece dalla consegna ed è un limite esterno. Il fatto che decide è dunque quando il vizio poteva dirsi scoperto, e cosa l'acquirente era in grado di rilevare prima.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano che il venditore faccia eseguire la riparazione a proprie spese entro trenta giorni presso un'officina indicata da lui, con l'acquirente che rinuncia a ogni ulteriore richiesta a intervento riuscito.

Esempio illustrativo

Dopo la segnalazione di un difetto, il venditore risponde per messaggio: “hai ragione, quel pezzo dava problemi anche a me, vediamo come sistemarlo”. Poi la trattativa si arena e mesi dopo eccepisce che la denuncia non era stata fatta nei termini.

Come si applica la norma

Il secondo comma prevede due casi in cui la denunzia non serve affatto: se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del vizio o se l'ha occultato. Il fatto che regge tutta la posizione del compratore è quindi quel riconoscimento, e la sua forma: un messaggio conservato pesa in modo diverso da una conversazione ricordata.

Come si sono accordate le parti

Le parti riprendono la trattativa dal punto in cui si era interrotta e concordano la sostituzione del componente difettoso a spese del venditore, con trasporto a carico dell'acquirente.

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Il confronto e queste sintesi sono in inglese.

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