Esempio illustrativo
Un'auto usata viene comprata tra privati con la formula “vista e piaciuta” scritta a mano sul foglio di vendita. Dopo due settimane il motore manifesta un guasto grave e il meccanico riferisce che il problema era in corso da tempo.
La garanzia esiste per il solo fatto di aver venduto, e la soglia è duplice: il vizio deve rendere la cosa inidonea all'uso o diminuirne in modo apprezzabile il valore. Il fatto che decide la sorte della clausola di esonero è lo stato soggettivo del venditore: il patto che esclude o limita la garanzia non ha effetto se ha taciuto in mala fede i difetti che conosceva. Quello che il venditore sapeva, e cosa era visibile a un esame ordinario, è il cuore della discussione.
Le parti si accordano perché il venditore contribuisca per metà alla riparazione secondo il preventivo di un'officina scelta insieme, con pagamento diretto all'officina e chiusura di ogni altra pretesa.